Prosegue la raccolta firme in città a cui si aggiunge quella on-line attivata dal WWF che ha in pochi giorni ha superato quota 1.700 !!

8F9E7DFE-21AD-4FB1-87F2-8E807EC27914Sono trascorsi oltre 20 giorni da quando il WWF ha chiesto un incontro al Sindaco Ghinelli e all’Assessore Gamurrini, al fine di avere chiarimenti sul progetto di riqualificazione dei giardini di viale Michelangelo e in particolare per quanto riguarda il taglio dei 72 storici lecci.

Ebbene, ad oggi l’unica cosa che possiamo dire in merito è che nessuno ci ha contattati. Ci vogliamo augurare che questo silenzio sia sintomo di un ripensamento da parte del Comune. Intanto le raccolte firme in corso nei vari punti del centro città e quella on line lanciata a supporto dal WWF hanno già ottenuto migliaia di firme, un risultato straordinario che va oltre le nostre aspettative. Aumentano sempre di più le prese di posizione a difesa dei lecci: da parte di associazioni, gruppi politici e personalità del mondo scientifico. Appare pertanto evidente la volontà popolare: i cittadini sono contrari all’abbattimento delle piante e gli amministratori comunali dovranno per forza tenere conto di questa volontà. Rimaniamo anche in attesa di un intervento dell’Assessore all’Ambiente, preso atto che il taglio dei lecci è sicuramente anche di sua competenza, in quanto, sia per quanto riguarda la parte ecologica, sia per la qualità dell’aria nella zona dove le piante sono attualmente presenti, l’attuazione di questo progetto a nostro avviso rappresenterebbe un grave danno a livello ambientale.

Ringraziamo tutti i cittadini che hanno già aderito alla petizione e invitiamo chi ancora non lo avesse fatto a recarsi, entro domenica 15 luglio ai punti di raccolta delle firme o aderire a quella on line al seguente link https://www.change.org/p/sindaco-di-arezzo-salviamo-i-lecci-del-porcinai-ad-arezzo

Arezzo, lunedì 9 luglio 2018

Associazione WWF Arezzo

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Pubblicato da: wwf arezzo onlus | 10 luglio 2018

Emergenza Lupo: realtà o disinformazione?

Ennesime dichiarazioni terroristiche e strumentali comparse sui media a seguito di un atto di predazione a danno di un azienda in Casentino
Il WWF dice basta!

Il lupo non è nemico dell’uomo, il quale deve avere l’intelligenza per imparare a conviverci

 

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foto: archivio Wwf – C. Frapporti

In questi giorni una testata giornalistica on-line ha riportato notizia di un presunto attacco di un lupo ai danni degli animali d’allevamento di una nota azienda zootecnica del Casentino. Secondo quanto riportato, il predatore avrebbe attaccato una capra e una pecora a poca distanza dalle strutture agrituristiche dell’azienda, abbandonando sul posto le carcasse e ritornandovi nei giorni seguenti.
Ammesso che si sia trattato realmente di un lupo, quella descritta è una modalità di predazione piuttosto inusuale per la specie. E’ infatti inverosimile credere che un animale elusivo come il lupo possa ripetutamente e in giorni diversi, essersi recato a consumare le carcasse delle prede abbandonate in un posto frequentato abitudinariamente da esseri umani, addirittura superando più
volte la recinzione. Detto che il lupo in presenza di condizioni favorevoli può attuare predazioni su animali domestici, non ci pare assolutamente questo il contesto nel quale tale attacco si può essere verificato. Non di certo con le modalità descritte. Quanto alla presenza sul territorio di una specie come il lupo, deve essere ritenuto un aspetto di importanza fondamentale per gli equilibri biologici e
costituisce anche una risorsa per molte attività locali. Come affermano i proprietari dell’azienda quando dicono che “in Casentino arrivano turisti da ogni parte del mondo”, dimenticano di aggiungere che tale situazione è dovuta anche alla presenza del lupo stesso, che richiama migliaia di persone nelle foreste casentinesi uno dei pochi luoghi d’Italia dove l’animale è rimasto anche nel periodo di maggior rischio di estinzione. Nel divulgare una corretta informazione si dovrebbe tenere in debito
conto questo aspetto, senza farsi trascinare in polemiche strumentali riportando dichiarazioni poco credibili volte a creare puro “terrorismo mediatico”, come quando si lascia intendere che la presenza del lupo rappresenti un rischio per le persone, una vera e propria menzogna, visto che non sono registrati attacchi ad essere umani da almeno 200 anni.
lupo1_9300Essendo predatore all’apice della catena alimentare, il lupo ha una funzione fondamentale nel controllo delle prede che sono principalmente ungulati, limitandone il proliferare ancor più di quanto non avvenga. Gli attacchi agli animali domestici si registrano sono il situazioni di scarsa vigilanza e protezione, come probabilmente è avvenuto in questo caso, condizione che è possibile risolvere.
Molte aziende, anche in Casentino, hanno adottato sistemi di difesa attivi con cani da guardiania appositamente addestrati a scongiurare attacchi di predatori e i risultati da alcuni anni sono più che positivi. Quando si vive in territori con presenza di predatori si deve avere la consapevolezza del rischio e attuare le giuste misure di difesa. E le dichiarazioni del Presidente di Coldiretti, quando parla della necessità di misure volte a tutelare le imprese ci auguriamo si riferiscano a quelle che
abbiamo descritto. In effetti il casentino è “habitat” del lupo da sempre e se oggi la sua presenza risulta più diffusa è perché è tornato ad occupare spazi abbandonati dalle attività umane; è bene infatti sottolineare che l’azienda oggetto del presunto attacco non è certo nel centro di Bibbiena ma in piena campagna casentinese a poca distanza dal confine del Parco Nazionale. É pertanto indispensabile comprendere che il “rischio d’impresa esiste anche e soprattutto in natura”, e allora se
ci proteggiamo dai ladri con impianti di allarme, perché non possiamo proteggere le nostre attività attuando misure adeguate e non cruente, che permetterebbero di tutelare efficacemente gli animali domestici e allo stesso tempo il lupo?

Arezzo, venerdì 6 luglio 2018
Associazione WWF Arezzo

EB4DBB0E-AF3E-499E-A156-4471C75FC7E3Il WWF ha attivato su change.org la raccolta firme on line per dare forza al NO al taglio di lecci di Viale Michelangelo.

Ecco il link

https://www.change.org/p/sindaco-di-arezzo-salviamo-i-lecci-del-porcinai-ad-arezzo

FIRMATE E CONDIVIDETE !!!

 

 

094322CF-D26B-4908-80A7-1D827C7FDB7EIl WWF ha chiesto un incontro urgente al Sindaco e all’Assessore Gamurrini per chiarimenti sui contenuti del progetto ed esporre le proprie riserve sull’abbattimento dei lecci. Siamo dell’avviso che si possano ottenere gli stessi risultati senza dover mettere mano alle motoseghe.

In merito alla vicenda della riqualificazione dei giardini pubblici di Viale Michelangelo e dell’area interessata dalla stazione ferroviaria, il WWF Arezzo, appurato che il progetto prevede l’abbattimento delle 70 secolari piante di leccio, ha chiesto un incontro urgente al Sindaco Ghinelli e all’Assessore Gamurrini.

“Al momento possiamo basarci solo su quanto contenuto su alcuni documenti reperibili sull’Albo Pretorio del Comune” – dichiara Simona Perugini Presidente del WWF Arezzo – “poiché non è dato modo di avere i dettagli del progetto, pertanto attendiamo di poter parlare con gli amministratori prima di dare una valutazione definitiva. Se da un lato possiamo dirci sostanzialmente favorevoli al progetto generale di riqualificazione di tutta l’area, che prevede tra l’altro una riduzione del traffico veicolare a favore di quello pedonale, dall’altro lato, quanto letto sulle carte a disposizione, basta a far sorgere assolute riserve sulla parte relativa ai giardini ed alla necessità di abbattere i lecci”.

Nel documento di fattibilità emesso dalla Giunta Comunale nell’aprile del 2017, infatti, si legge che sarebbe necessario abbattere i lecci anche al fine di aumentare la visibilità notturna dell’area, riducendo i rischi per la sicurezza dei cittadini che vi si trovano a transitare. Per quanto si possa concordare con questa preoccupazione e che sia necessario risolverla, non ci troviamo certo di fronte ad un foresta impenetrabile, che necessita di essere rasa al suolo per raggiungere lo scopo prefissato. Stiamo parlando di giardini che corrono paralleli ad una delle arterie principali della città, e non riteniamo possibile che l’unico modo per garantire la sicurezza di quest’area sia quello di eradicare gli alberi secolari presenti, che sono parte acquisita del paesaggio cittadino. 7842305C-8CC7-4D04-9174-0DD338F8DA11Considerato la ragguardevole somma di denaro necessaria ai lavori (circa 1 milione di euro), riteniamo che il risultato lo si possa raggiungere comunque progettando un’adeguata illuminazione e con delle potature mirate e fatte nei periodo giusti. Le moderne tecnologie di illuminazione permettono di ottenere risultati efficaci, ma ovviamente serve una progettualità mirata a tal scopo. “La scelta di abbattere i lecci – prosegue il Presidente WWF Arezzo – risulta chiaramente la soluzione più veloce e più semplice, ma si tratta anche dell’opzione estrema che a nostro parere creerebbe un danno, non solo paesaggistico alterando pesantemente il panorama di viale Michelangelo, ma soprattutto ambientale”.

EB4DBB0E-AF3E-499E-A156-4471C75FC7E3Non si può pensare’ infatti, di limitare la presenza “verde” solo ed esclusivamente ai parchi cittadini, direzione che questa amministrazione pare in qualche modo avere intrapreso. La presenza di piante in tutto il tessuto urbano è indispensabile per innalzare la qualità dell’aria, attenuando la rumorosità del traffico, riducendo l’escursione termica e limitando l’effetto della pioggia battente favorendo l’infiltrazione graduale delle piogge. Tutti benefici che non siamo noi a indicare, ma sono illustrati in uno dei lavori relativi alla forestazione urbana del Prof. Francesco Ferrini, ordinario in arboricoltura all’Università di Firenze e considerato uno dei maggiori esperti del paese. La rimozione degli storici lecci, comporterebbe la perdita, per anni (se la sostituzione con i tigli avesse successo), di tutti i benefici che queste piante apportano quotidianamente a quella parte della città

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Archivio Storico Fotografico Aretino – Foto Club La Chimera

Anche sul reimpianto di altre specie arboree riteniamo si debba fare chiarezza, perché se dalle dichiarazioni lette sui media si parla di tigli, nella proposta di fattibilità si parla di acero campestre. A questo proposito riteniamo doveroso spendere due parole sulla storia di questi giardini e sul fatto che dalle ricerche effettuate da fonti attendibili emerge che già da subito furono i lecci ad essere messi a dimora. Nell’area erano presenti alcuni filari con Olmi, Ailanti e acacie che il progettista in un primo disegno rintracciato nel suo archivio, pensa di recuperare ma che saranno poi sostituiti con la nuova piantagione per il loro pessimo stato.

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Archivio Storico Fotografico Aretino –  Foto Club La Chimera 

Porcinai  richiede un primo preventivo per la messa a dimora di 112 piante di tiglio americano (Tilia platyphyllos) che nel disegno esecutivo del 1931 sono sostituiti da lecci (Quercus ilex), pianta che il progettista utilizzerà moltissimo in tutta la sua carriera ed in questo caso, anche per sottolineare le mura cittadine. Il progetto è innovativo, perfetto per   “ accogliere con volto ridente e dignitoso il visitatore o il turista” e riprende il tema degli squares en sequence realizzati lungo le vie di grande traffico nella seconda metà del 1800. Le aiuole all’italiana non hanno solo funzione estetica ma sono funzionali al passeggio ed alla fruizione del tempo libero dei cittadini; la geometria architettonica è stata mediata dalla nuova visione del verde urbano ed ha acquisito la valenza “sociale” d’Oltralpe, basti pensare che nel tratto tra Via V. Emanuele e il Bastione di Santo spirito era previsto un “giardino per fanciulli” dotato di sabbiera, giochi e panchine di legno e ghisa.  Per quanto ci riguarda non risulterebbe corretto affermare che i tigli erano le piante presenti in origine, Il progetto che nel 1931 Pietro Porcinai, all’età di 21 anni, propone per i giardini della stazione di Arezzo è il primo e rimarrà uno dei pochi progetti che realizzerà per una amministrazione. E anche questo aspetto assume una rilevante importanza storica, considerato che il Porcinai viene ritenuto universalmente il più importante architetto paesaggista italiano del XX secolo.

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Archivio Storico Fotografico Aretino – Foto Club La Chimera

Ci domandiamo e “lo chiederemo agli amministratori – conclude il Presidente WWF Arezzo – se tutti questi aspetti sono stati presi in debita considerazione e se l’amministrazione comunale abbia compreso che decidere di modificare pesantemente una parte del paesaggio storico aretino è una questione che deve essere oggetto della partecipazione popolare e non solo di un ristretto gruppo di tecnici”.

Su questo aspetto, se non saremo ricevuti o se dall’incontro non dovessimo uscire con risposte soddisfacenti, il Wwf è pronto a mobilitare le proprie forze ed a coinvolgere la popolazione, come avvenne all’epoca dello scellerato progetto che prevedeva la eradicazione di tutte le piante del Prato, cosa che, grazie al forte aiuto della cittadinanza, non avvenne, permettendo alla città di mantenere intatto il più importante parco cittadino.

Associazione WWF Arezzo

Arezzo, 27 giugno 2018

foto Wwf Arezzo

Foto Archivio Storico Fotografico Aretino – Foto Club La Chimera

Pubblicato da: wwf arezzo onlus | 6 giugno 2018

Campi Estivi 2018

ArteNa – Arte e Natura, in collaborazione con il WWF Arezzo, organizza tre meravigliosi Campi Estivi nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi!!!

Tutte le info su http://www.artena.org alla sezione “campi estivi”

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Pubblicato da: wwf arezzo onlus | 7 ottobre 2017

Passeggiata ecologica a Castelsecco

Domenica 15 ottobre 2017  – Un tuffo tra natura e storia, accompagnati da una Guida Ambientale.

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Pubblicato da: wwf arezzo onlus | 17 giugno 2017

Il Lupo e il Territorio

Si è svolto ieri presso la Sala dei Grandi della Provincia di Arezzo, il Convegno “Il Lupo e il Terrirorio” organizzato dal WWF Arezzo con il Patrocinio della Provincia di Arezzo e del Parco Nazionale Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna.

Ecco una breve carrellata di immagini, a breve pubblicheremo anche un resoconto dell’evento con la sintesi di alcuni degli interventi principali. Il WWF ringrazia tutti gli intervenuti e in modo particolare i relatori che hanno dato un contributo di elevato spessore tecnico-scientifico e culturale.

Pubblicato da: wwf arezzo onlus | 15 giugno 2017

IL LUPO E IL TERRITORIO

10525911_10152314608837869_5891487949649476742_wolfCOMUNICATO STAMPA WWF AREZZO

CONVEGNO “IL LUPO E IL TERRITORIO”

Proposte per una pacifica convivenza e la risoluzione dei conflitti con le attività antropiche sfatando pregiudizi e cattiva informazione con proposte concrete

Venerdì 16 giugno ore 9:00 – Sala dei Grandi della Provincia di Arezzo

Il Lupo: il predatore per antonomasia, la specie tra le più importanti del nostro paese a livello naturalistico, per la sua capacità di regolare “come natura vuole” gli equilibri biologici della fauna selvatica, ma anche predatore nei confronti di specie vicine all’uomo che lo hanno portato al centro di accanite polemiche. Ma è proprio vero che tutte le colpe siano del lupo? Le versioni discordano, ma il WWF, da sempre coinvolto materialmente e culturalmente nella difesa di questo importantissimo predatore, anche alla luce di quanto si legge e si sente, ritiene che sia necessario riportare la discussione su binari di civiltà e consapevolezza della situazione sulla base di dati certi. Di tutto questo si parlerà venerdì 16 giugno presso la Sala dei Grandi della Provincia di Arezzo, nel corso di un convegno (inizio ore 9:00), organizzato dal WWF Arezzo con il Patrocinio della Provincia di Arezzo e del Parco Nazionale Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna. Nel corso del convegno che sarà aperto dal Presidente della Provincia di Arezzo Roberto Vasai e dal Delegato WWF per la Toscana Roberto Marini, moderato dal noto giornalista, fotografo e scrittore aretino Gianni Brunacci, interverranno personalità di elevato spessore del mondo scientifico, come il Prof. Marco Apollonio Direttore del Cirsemaf  e titolare della Cattedra al Dipartimento di Zoologia dell’Università di Sassari, uno dei maggiori conoscitori del lupo nel nostro paese, Luca Santini Presidente del Parco Nazionale Foreste Casentinesi ed il Dr. Romolo Caniglia genetista dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), mentre il Dr. Duccio Berzi, esperto faunistico e Presidente dell’Associazione Canis lupus Italia e la Dott.ssa Luisa Vielmi dell’Associazione Difesa Attiva – Progetto MedWolf, illustreranno quali misure efficaci si possono adottare per limitare i danni agli allevamenti. Proprio per questa sarà presente anche un Rappresentante delle Associazioni di Allevatori, a cui il WWF chiederà di esporre il loro punto di vista con l’auspicio di individuare un percorso comune per affrontare questo problema. Chiuderà gli interventi il Dr. Marco Galaverni, Responsabile Specie e Habitat del WWF Italia.

…”Crediamo sia giunto il momento di affrontare questa situazione con un approccio scientifico e praticodichiara Simona Perugini, Presidente WWF ArezzoNon è certo possibile negare che in determinate condizioni il lupo possa predare anche capi di allevamento, tuttavia negli ultimi mesi, abbiamo assistito ad una repentina accelerazione delle accuse nei confronti del lupo anche quando le circostanze degli attacchi registrati sono molto dubbie o a volte del tutto inconsistenti”… Ciò non toglie che se a volte le accuse nei confronti del lupo sono del tutto infondate, vi siano comunque allevatori che hanno subito dei danni e la nostra Associazione non è certo insensibile a questa situazione che danneggia anche lo stesso lupo, quindi riteniamo necessario trovare un modo di risolvere le conflittualità cercando di raggiungere una convivenza quanto più possibile pacifica. …”Ma se il lupo agisce soprattutto d’istinto prosegue il Presidente del WWF Arezzo –  l’uomo può adottare strategie efficaci affinché il predatore venga riportato a preferire la fauna selvatica quale risorsa alimentare, abbandonando le aggressioni a pecore e mucche..”. Misure efficaci esistono, sono già state adottate con successo in altre parti d’Italia (compreso il vicino Chianti), e hanno riportato serenità tra gli allevatori, i quali oggi percepiscono in questi casi la presenza del lupo come una risorsa da sfruttare a proprio vantaggio (molti allevamenti sono anche agriturismi e per i clienti il lupo è un fattore d’interesse). Serve però la volontà di ricorrere a sistemi adeguati e “….il filo conduttore del convegno organizzato dal WWF conclude Simona Peruginiè proprio questo: dare giuste informazioni sull’attuale presenza del lupo nel territorio e fornire esempi e strumenti utili e concreti a coloro che producono reddito in zone dove il predatore è presente”…. L’altro fine del convegno è quello di dare informazioni scevre da pregiudizi a tutti coloro che sono interessati a conoscere e approfondire meglio la conoscenza di questo incredibile animale.

Il WWF ringrazia quindi tutti i relatori, la Provincia di Arezzo e Parco Nazionale Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna per il patrocinio concesso all’evento e l’Amministrazione Provinciale per aver messo a disposizione per il suo svolgimento uno dei luoghi simbolo del nostro territorio, quella Sala dei Grandi dove ci auguriamo di poter accogliere tantissimi partecipanti.

Arezzo, 14 giugno 2017

Associazione WWF Arezzo Onlus

 

Pubblicato da: wwf arezzo onlus | 25 maggio 2017

IL LUPO E IL TERRITORIO

Il Wwf Arezzo, con il Patrocinio della Provincia di Arezzo e del Parco Nazionale Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna, organizza per il 16 giugno 2017 presso la Sala dei Grandi della Provincia di Arezzo, un convegno sulla presenza del lupo nel territorio aretino e per discutere delle problematiche legate alla predazione e ai conflitti con le attività produttive, con il preciso intento di individuare strategie e soluzioni volte alla conservazione della specie e alla riduzione dei danni causati alle attività di allevamento. interverranno esperti di livello nazionale, che si confronteranno anche con i rappresentanti delle associazioni agricole e degli allevatori, per individuare un percorso comune, condiviso e privo di soluzioni cruente che, in ogni caso, laddove applicate, si sono dimostrate del tutto inutili.

Il Wwf invita la cittadinanza a partecipare all’evento (accesso libero), anche solo per acquisire conoscenze reali sulla specie eliminando tutti i pregiudizi di cui viene spesso fatta oggetto.IMG_2748

 

Pubblicato da: wwf arezzo onlus | 2 maggio 2017

CAMPI ESTIVI 2017

Buongiorno da ArteNa!

Campi Estivi Naturali Residenziali “Curiosando nei Parchi…d’Estate” 2017 è un progetto di educazione ambientale pensato per far vivere ai ragazzi un’esperienza unica e piena di emozioni nel Parco delle Foreste Casentinesi: la vita in rifugio, nel mezzo del bosco, le escursioni sul crinale, alle cascate e al Monastero… i giochi di orientamento e il diario di bordo… l’escursione notturna!!! Che esperienze indimenticabili a contatto con la Natura!

E quanto da imparare con un volontario Wwf e Guida Ambientale Escursionistica!

Al Rifugio di Asqua, poi, Stefania e Marco penseranno a preparare pasti semplici e genuini con prodotti locali e di stagione.

Una sola cosa da non dimenticare a casa: tanta voglia di curiosare nel Parco!

GAE Giacomo Andreini, Op. Spec. Irene Ziller

Info e prenotazioni: Appennino Slow: tel. 339 8283383; Fb AlterNatura by ArteNa, Fb Appennino Slow, www.appenninoslow.it, www.artena.org

Prezzi da 225,00 € a 260,00 €.
Possibilità di partecipare a singole escursioni diurne, solo su prenotazione.

Richiedeteci il progetto, il modulo di iscrizione e la lista delle cose da portare.

Vi aspettiamo nelle Foreste Casentinesi!

 

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